Controllo del pH in acquario

In: Acqua

Il controllo del pH e’ una attivita’ sempre della massima importanza in un acquario.
Indipendentemente dal fatto che questo sia destinato all’allevamento di pesci o alla coltivazione di piante.

Per gli organismi animali infatti il pH riveste una importanza fondamentale per il corretto verificarsi delle reazioni chimiche necessarie ai processi vitali delle specie allevate.

Per le piante e’ fondamentale, non solo per i processi di assorbimento degli elementi nutritivi, ma anche per mantenere/garantire la disponibilita’ in acqua degli stessi.
Questo e’ particolarmente vero riguardo ai microelementi chelati.
Principalmente Ferro e Manganese.

I microelementi chelati infatti hanno un propria stabilita’ al variare del pH ed, in particolare, superare il pH massimo tollerabile dal singolo composto causa la destabilizzazione del composto con il rilascio dello ione chelato da parte del chelante.

Cosi’ ad esempio capita che, se un chelato di Ferro (es. Ferro EDTA) viene immesso in acqua con un pH superiore alla sua soglia di stabilita’ massima (circa pH=6,5), il chelante comincia a rilasciare il Ferro.
Una volta libero in acqua, questo Ferro precipita verso il fondo sottoforma di Ossi-Idrossidi, diventando indisponibile in acqua.

Ecco quindi che in un acquario bisogna comprendere al meglio quali siano gli intervalli di pH in cui muoversi/mantenersi e come controllarli.

Controllo del pH in un acquario di piante

Quando si mantiene un acquario di piante, per effettuare un buon controllo del pH, bisogna partire da alcune considerazioni.

In un acquario di piante la regolazione del pH deve essere affidata alla erogazione di CO2.
A riguardo e’ allora fondamentale notare come in un acquario di piante ci siano dei cicli circadiani (giorno-notte) del pH molto accentuati.
Che variano in funzione di come viene erogata la CO2 in vasca.

A riguardo possono verificarsi tre casi:

1) Erogazione della CO2 tramite pH controller; ovvero tramite elettrovalvola comandata da pHmetro.
Relativamente al controllo del pH, questa e’ la situazione migliore.
Il pHmetro misura in continua il pH ed apre e chiude l’elettrovalvola che eroga la CO2 in vasca.
Aprendola quando il pH sale sopra il set-point e chiudendola quando il pH scende sotto.
Cosi’ facendo il pH si mantiene costantemente in un intorno del valore desiderato ed impostato come set-point e non subisce pericolose variazioni.


In questo caso le uniche accortezze sono le seguenti:

  • Mantenere ben tarata la sonda di pH per essere sicuri che misuri correttamente
  • Mantenere ben monitorato e costante il KH.
    Variazioni di KH infatti hanno ripercussioni sul pH (equazione di Handerson-Hasselbalch, che lega Bicarbonati, CO2 e pH).

    A parita’ di quantita’ di CO2 disciolta quindi, un aumento del KH causa un aumento del pH ed una diminuzione del KH causa una diminuzione del pH.

    Si potrebbe quindi rischiare in particolare che con un KH sensibilmente aumentato rispetto al voluto (ad esempio per un rilascio di carbonati da parte di alcune rocce), il conseguente incremento di pH rilevato dalla sonda porterebbe il pH-controller ad aumentare l’erogazione della CO2 al fine di mantenere il pH stabile sul valore impostato.
    Magari portando la concentrazione di CO2 in vasca fino a valori che potrebbero risultare tossici per gli animali allevati.


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