Chelanti e metalli chelati

Generalmente gli elementi nutritivi possono essere somministrati sottoforma di sali inorganici.
Questi si sciolgono in acqua liberando le loro due componenti ioniche di segno elettrico opposto (Anione e Catione) e questi possono venire assorbiti dalle piante.

Ad esempio; se si introduce il sale “Nitrato di Potassio” (KN
O3), questo in acqua si scinderà nelle sue due componenti:

  • Lo ione Positivo (Catione) Potassio (K+)
  • Lo ione negativo (Anione) Nitrato (NO3-)


Potassio e Nitrato potranno quindi venire assorbiti dalle piante come fonte di Potassio ed Azoto.
La maggior parte degli elementi importanti per la vita acquatica possono quindi essere inseriti (ovvero
è bene che siano inseriti) in questa forma (sale inorganico).

Ma ci sono delle eccezioni.
Costituite da:

  • Carbonio (fornito come gas sciolto in acqua => Acido Carbonico)
  • Microelementi (dosati generalmente sottoforma di un composto organico chiamato “chelato”).


Tralasciamo in questa sede la diffusione in acqua della CO2 gassosa e veniamo quindi ai chelati.


Elementi instabili in soluzione
Abbiamo già detto altre voltre che ci sono degli elementi (come i cosiddetti Microelementi che si presentano in soluzione acquosa sotto una forma chimico-fisica instabile.
A causa di questo, questi elementi subiscono, nell’ambiente acquatico, delle trasformazioni chimico-fisiche che li portano ad assumere forme caratterizzate da una bassissima solubilità.
In questo caso questi elementi non rimangono in soluzione acquosa ma assumono forma solida e precipitano verso il fondo.
Una volta precipitati, non essendo più disciolti, non possono più venire assorbiti dalle foglie e steli delle piante acquatiche.

Un tipico esempio è costituito dal Ferro, che si presenta allo stato solubile sottoforma di Ferro bivalente (ovvero dotato di 2 cariche positive => Fe2+).
Questo stato però è caratterizzato da una bassissima stabilità e molto velocemente viene ossidato.
Ovvero perde un altro dei suoi elettroni e passa, dalla forma bivalente alla forma trivalente (ovvero dotato di 3 cariche positive => Fe3+).

Il Ferro trivalente è però insolubile in acqua e quindi precipita sottoforma di solido verso il fondo.

Il Ferro in realtà non è l’unico elemento che risenta di variabili fisico-chimiche dell’ambiente circostante e di interazioni con altri elementi che possono portarlo a modificare il suo stato chimico-fisico ed a renderlo indisponibile alle piante.

In generale questo è vero per almeno 4 elementi aventi importantissima rilevanza nutrizionale per le piante.
1) Ferro
2) Manganese
3) Zinco
4) Rame

Per questi elementi riveste particolare utilità fornirli in acqua non in forma ionica libera (es. il catione Mn2+), ma in una forma cosiddetta “chelata”.
Ovvero in una forma in cui questi elementi sono ritenuti all’interno di un composto, chiamato appunto chelato (di Manganese, di Ferro, di Zinco, di Rame, etc.).

Questo composto viene creato mettendo in contatto l’elemento chimico da “chelare” (Ferro, Manganese, Zinco, Rame, etc.) ed una molecola facente parte di una classe di cosiddetti “chelanti”.


Cosa
è e come agisce un chelante
Un chelante è fondamentalmente un composto chimico che forma un buon numero di legami di vario tipo con alcuni ioni. Nel formare questi legami la molecola del chelante modifica la sua disposizione spaziale (la sua forma), finendo letteralmente per avvolgere lo ione chelato, intrappolandolo. 

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